giovedì 5 novembre 2009

Le perle di Americo..


Giovedì 05/11/09.
Durante l'allenamento, più una chiacchierata visto l'impegno di domenica per la 2° coppa italia di Grappling organizzata a Modema, si parlava del più e del meno...
All'improvviso io faccio:" Uagliu', a proposito domenica combatte Fedor!"
Americo risponde:" A Modena?"

mercoledì 4 novembre 2009

Romulo Barral

lunedì 2 novembre 2009

I veri gladiatori sono loro!

sabato 31 ottobre 2009

Meeting No-Gi 28 ottobre 2009


Mercoledì 28 ottobre si è svolto il secondo appuntamento per i team campani di jiu jitsu apparteneti alla scuola del Maestro Rogerio Olegario, anche questa volta il docente è stato la faixa preta Marco Galzenati, riconosciuto anche con il grado di Maestro di grappling dalla FIGR (Federazione Italiana di Grappling).
Il meeting si è aperto, come da programma, sull'analisi del regolamento No-Gi della FILA in previsione dei prossimi appuntamenti per poi passare alla fase didattica dove Marco, ancora una volta, ha dato prova di grandi capacità comunicative riuscendo a trasmettere ogni tecnica nei minimi particolari, infatti i ragazzi già il giorno dopo in palestra hanno mostrato di saperle mettere in pratica...

Il raduno si è concluso con una bella seduta di lotta che, viste le numerose assenze dovute a febbre ed impegni più o meno giustificabili (Galileo bastardo!!!), si è rivelata un vero e proprio allenamento con una media di 6-7 lotte da cinque minuti a testa, non male come banco di prova per i ragazzi impegnati nella 2° Coppa Italia di Grappling che si terrà il prossimo 8 novembre a Modena.
In soli due mesi questo è il terzo appuntamento che ci ha visti riuniti (2 meeting e uno stage con Rogerio), chi ben comincia è a metà dell'opera...
p.s.
Tanti auguri al neo-laureato Salvatore Grillo(27/10/09), responsabile per la zona di Caserta.

il super soldato


Visto che si è parlato di quello che dovrebbe essere l’approccio con i relativi obbiettivi per i non più giovani leoni, secondo il principio dello Ying-Yang, è doveroso adesso rivolgersi ai “giovani” praticanti e aspiranti lottatori.
Premesso che l’ascoltare il proprio corpo deve essere direttiva numero uno anche per i più piccini, questi dall’allenamento devono (e hanno l’obbligo) di pretendere MOLTO di più e devono (e hanno l’obbligo) di dare MOLTO di più…
Il praticante under-30 con tempo libero e poche responsabilità sulle spalle, con un fisico bello resistente e tanto tempo a disposizione DEVE:
• Allenarsi;
• Mangiare bene;
• NON BERE ALCOLICI;
• Non fumare NIENTE;
• Gareggiare tantissimo.
"L’importante è partecipare" è una massima che ha il suo giusto senso, purtroppo però, come spesso capita, anche in questo caso la cosa è stata un attimo travisata, diventando una sorta di “motto del perdente”.
Dopo un anno e passa di pratica fatta bene, generalmente, un individuo normodotato è in grado di esprimere un proprio “gioco” durante la lotta e quindi, ragionevolmente, può dire la sua in una gara “confezionata” in base al suo livello.
A questo punto entra in gioco la componente "passione" che fa la differenza …
Salire su gradino più alto del podio (o semplicemente “fare” podio) è il risultato di quanto ci si è impegnati sul tatami (a patto di essere seguiti da persone preparate ovviamente) e fuori dalla palestra.
Sacrificarsi per stare al limite della categoria … fa la differenza!
Allenarsi una volta in più e non una in meno … fa la differenza!
Investire qualche soldo (anche di troppo) per una gara in più … fa la differenza!
In parole povere è l’individuo che fa la differenza …
Quando in palestra vi sentite superati da qualche compagno con lo stesso tempo di pratica o in gara non riuscite a rendere neanche un poco, se avete la coscienza pulita allenatevi ancora che prima o poi i risultati arriveranno, ma se avete la pancia piena di alcolici e di munnezza dei Fast-Food, se avete la gola e i polmoni pieni di fumo, se invece di andare in palestra vi fermate a fare una partita con la “play” a casa di un amico …. Allora il problema siete voi e forse avete scelto una disciplina che pretende lealtà prima con se stessi e poi con gli altri.
Se nella vostra top ten, le prime tre posizioni non sono occupate da:
1. spirito di sacrificio;
2. impegno;
3. passione
vi consiglio di optare per un arte marziale (o sport se preferite) che magari professa il verbo senza praticare il combattimento...

mercoledì 28 ottobre 2009

fino alla fine...

Le competizioni sono un importantissimo banco di prova, questo è risaputo, ma attenzione non devono diventare un ostacolo all’obbiettivo principale di ogni praticante di Jiu Jitsu… imparare a lottare.
Purtroppo, per una serie di svariati motivi, non tutte le persone “folgorate” dall’amore per la lotta hanno la fortuna di intraprendere questo stupendo cammino all’età giusta e nelle circostanze migliori.
Capita spesso di apprezzare questa disciplina a trent’anni suonati con una valanga di responsabilità ed impegni che letteralmente ci travolge lasciandoci ben poche energie da dedicare al Tatami… un Tatami condiviso, magari, con ragazzi nel pieno della giovinezza in grado di dedicare il 110% del tempo e delle energie all’apprendimento e alla preparazione per le battaglie agonistiche.
Impegni e acciacchi vari possono impedire in alcuni casi molte gare, costringendo il praticante ad essere testimone delle gesta dei compagni, senza dargli l’opportunità di scendere in prima linea.
In questi casi l’ultima delle cose da fare, anzi, la prima delle cosa da NON fare è abbattersi e rinunciare alla pratica, perdendo di vista l’obbiettivo primo, diventare un buon lottatore!

Quindi:
1. cercare di non mancare alle lezioni quando famiglia e lavoro non si contrappongono ad esse.
2. seguire ed ascoltare il proprio corpo PRIMA dell’insegnante, se vi fa male qualcosa lo saprete sempre prima VOI, gli tsubo e i poteri paranormali noi praticanti di Brazilian Jiu Jitsu non li conosciamo e non li abbiamo.
3. non demordere e magari prefiggersi l’obbiettivo di poche gare (anche UNA sola) all’anno… per la serie meglio un giorno da leoni che cento da pecore.

Pretendete sempre il massimo da voi stessi, con la consapevolezza che non tutti possono diventare dei campioni, ma pretendetelo… quello che si semina si raccoglie SEMPRE.
Buon Jiu Jitsu a tutti.

p.s.
esseri immondi come Nikola e Galielo sto post manco lo devono leggere perchè si devono allenare e devono gareggiare il più possibile!

domenica 25 ottobre 2009

quando si dice arte suave...