martedì 9 ottobre 2012

UN ALTRO PEZZO DEL PUZZLE...

A cura di Gianfraco Glielmi. Ognuno di noi nel proprio percorso nel jiu jitsu è impegnato a costruire il proprio modo di lottare aggiungendo pezzi e minuzie al proprio modo di interpretare il linguaggio della lotta. Ogni minuto, ogni ora,ogni ennesimo a volte odiatissimo armlock tirato dalla guardia ogni drill ogni posizionamento in cui soccombi o prevali sul tuo fratello di tatami é da considerarsi tale pezzo del puzzle: lo odi lo ami sai che ti fa bene anche se fa male... Fa male ma lo fai diventare un bene... Ti accorgi di come molto faticosamente ciò che non riuscivi a fare 5-7 mesi prima diventa ordinario e semplice e il più delle volte di come quello che ha sempre funzionato fino ad un minuto prima diventa inefficace anche contro una cintura bianca magari tecnicamente inferiore ma con una grande apertura mentale... Vi sono momenti in cui il tuo jiu jitsu ti fa cavalcare l'onda e vedi la tua anima che fa lo shaka con una faccia da idiota e per pochi effimeri momenti ti senti un padre eterno sul tatami e altri che personalmente sono la maggioranza in cui ti senti uno scimpanzé davanti ad un puzzle di 10000 pezzi e vedi i tuoi 20-30 pezzi messi dopo anni di allenamento pensando tra te e te... "Ma io fino a ieri mettevo la piramide e la sfera nei buchi per fare uscire il cibo da buona scimmietta" Sono questi momenti che per varie ragioni anche esterne al tatami non progredisci e vai nel cosiddetto "blocco"...non lotti bene se "spumeggi"lottando e fai delle cazzate sulla basica... Altre volte invece da efficacemente aggressivo diventi passivo e vuoi applicare tecniche senza curare i particolari e perdi fiducia nel tuo jiu jitsu specie se sei negli "...enta" quasi "..anta" anni. Che cosa fare? C'è chi non fa niente e aspetta la manna dal cielo ( anche il sottoscritto lo faceva ) e chi ritorna con molta umiltà a lottare da bianca interiormente e si rivede i pezzi del proprio puzzle e vede se tutti combaciano alla perfezione... Magari ti accorgi che lo sono tutti ma devi cambiare il modo con cui lo guardi mentre magari come molte volte accade hai messo un solo pezzo nel modo sbagliato magari per forma e colore simili e SEMPLICEMENTE girandolo si incastra perfettamente permettendoti una visione migliore e la possibilità di attaccare altri pezzi o gruppi di pezzi che avevi messi da parte. Uno dei modi per girare semplicemente un pezzo del puzzle del jiu jitsu è seguire uno stage di un campione o di una cintura nera di alto grado e di indubbia didattica. Sabato 6 ottobre ho seguito con grande attenzione e con serenità il seminario del campione Jason Scully svoltosi presso la palestra di napoli del nostro compianto Maestro Galzenati ( sensazione strana per me perché l'ultima volta che ho calcato il tatami c'era il mestre Marco mentre adesso solo il kimono e la sua cintura nera piegati a parte come in un kamiza del tutto surreale). Molti conoscono Jason per la sua grande opera di divulgazione del jiu jitsu su youtube. Sono rimasto impressionato oltre che dalla sua simpatia anche dalla sua metodicità e dalla meticolosità. É un atleta mondiale che sa il bjj e la submission e la sa spiegare in un modo non meccanico ma interattivo il suo processo di learning è efficacissimo. Prima si rende conto di quello che sai, non giudica mai se è sbagliato o no , se é giusto te lo dice con un sorriso come per dire con l'equazione matematica abbiamo gli stessi risultati. Se il procedimento é diverso ti CONSIGLIA di fare secondo la sua interpretazione e ti dice che la sua visione di gioco non è assoluta ma da l'input per sperimentare tecniche nuove e convalidare o no le vecchie. Altri aspetti che mi hanno colpito sono l'estrema enfasi per il gioco in piedi e la sua profonda conoscenza derivata oltre che dalla pratica anche dal confronto e l'assimilazione attiva di altre discipline lottatorie che rendono il gioco in piedi dinamico e rivalutandolo nel contesto agonistico e non. Infatti lui raccomanda sempre ai suoi allievi di non chiamare guardia perché se ciò accadesse per strada durante una aggressione lui uscirebbe da un cespuglio per menarli insieme ai delinquenti di turno!!!! Abbiamo visto con lui inoltre come rompere il grip dell'avversario e dominarlo sia in guardia chiusa da sotto sia in guardia aperta. Ci ha illuminati inoltre sulla postura quando si è chiusi in guardia dandoci degli spunti di correzione che sicuramente daranno i loro frutti e spero di farli diventare bagaglio personale mio e di chi seguirà il mio stesso percorso. Jason osservandoci e valutandoci un po' tutti ha affermato che chi ci ha insegnato ci ha insegnato bene le basi ma per qualche insano motivo ricorderemo le stesse cose ridette però da lui solo perché abbiamo pagato lo stage Ciò mi fa capire la notevole onestà intellettuale del nostro "pelato" così è stato ribattezzato dai presenti. Inoltre le sue parole mi hanno dato notevoli spunti di riflessione Fare uno stage non serve a diventare bravo ad horas od emulare la cintura nera di turno o dare i soldi al marchettaro di passaggio che ti fa vedere cose che il tuo maestro si sgola tutte le sante sere a spiegarti Serve solo ed esclusivamente a migliorare il proprio jiu jitsu serve a dare degli spunti.. Che ti aprono il gioco...il grosso lo fa proprio il TUO istruttore o maestro che ti segue giornalmente a lui devi la gran parte di ciò che hai imparato. Seguire dagli stage di campioni che ti fanno vedere tecniche complesse,berimboli doppi carpiati, armlocks volanti con punti di pressione con tocco della morte sinceramente per quanto belle ed efficaci non saprei come applicarli sia perché un unica tecnica così complessa è studiata anche mesi e per più ore a giorno ed è studiata anche all'interno di un contesto agonistico di alto livello con target umani specifici. Preferisco curare le basi e oltre a seguire consigli del tipo "invece di fare il berimbolo pensa a saper uscire da una montada" seguire anche Jason Scully che dice se ti butti a terra esco dal cespuglio e ti picchio!!!

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