sabato 7 aprile 2012

"EPPUR SI ROLLA" 1°parte...

ovvero

BRAZILIAN JIU JITSU: La Rivoluzione Copernicana delle Arti Marziali e degli sport da combattimento?

a cura di Gianfranco "Medico Louco" Glielmi



Nel mio percorso marziale ho avuto modo di praticare varie discipline.
Iniziai con il Karate e da li mi promisi che non avrei avuto altra arte marziale se non la "mano vuota"...
Poi molto coerente con i miei precetti ho praticato kick boxing...kendo...sanda... alla fine jiu jitsu brasiliano e grappling .
Sono passato da essere un ragazzino prepubere che amava le forme e i kata e detestava il confronto fisico al “Veteran” che nonostante gli acciacchi e gli infortuni si inebria ancora del puzzo del tatami da competizione e vede nei ragazzini realizzarsi i propri sogni.
Nel corso degli anni ho appreso che ciò che differenzia un violento da un combattente è la moralità e la disciplina di quest'ultimo e quello che differenzia la zuffa da un combattimento è la tecnica nella sua espressione più pratica semplice ed efficace (i cazzotti al viso che potevano volare durante le partite di calcetto rionale della mia adolescenza erano violenza pura …le tecniche di pugno nel dojo erano “arte”)
Ma essere solo moralmente integro e disciplinato non fa di me un combattente.

Abbiamo sempre visto e inteso le arti marziali classiche,siano esse asiatiche o occidentali, con una connotazione di tradizione che nei secoli ciascuna arte è andata assorbendo da fattori storico-culturali, filosofici e religiosi .
Tali valori rappresentano un’importante evoluzione del pensiero umano ma , specie nell'epoca moderna e nella diffusione di massa , essi nella stragrande maggioranza dei casi sono stati motivi di alibi o di errate interpretazioni per discreti interpreti marziali e "falsi profeti" e dei limiti passivi per alcuni saccenti Maestri , fino al punto da trasformarsi in dei preconcetti ben radicati che sono sfociati nel fanatismo pseudoreligioso dell'arte marziale stessa del tipo “non avrai altra arte marziale al di fuori di me”.
Leggo e sento molte persone affermare “ io pratico le arti marziali perchè mi piace l'aspetto filosofico perchè mi fa stare bene con me stesso ecc.”
Nulla da ridire su tali buone intenzioni ma bisogna capire che l'arte marziale non finisce dove finisce l'aspetto religioso-filosofico e morale ma quest’ultimo è nient’altro che una interpretazione osmotica, come in un quadro artistico a tinte chiare, di un mero fenomeno fisico cioè il combattimento, la lotta.
Sicuramente ci sono ancora pochissime scuole tradizionali che conservano il vero significato delle arti marziali ossia il combattimento nonostante esse siano impermeate di filosofia.
Io non voglio iniziare una polemica che può durare anche anni( o meglio già dura da anni) ma voglio focalizzare il ragionamento su alcune riflessioni e basi metodologiche scaturite leggendo articoli,libri e soprattutto praticando il tatami.

La nostra società è ormai, o meglio dovrebbe essere, come sappiamo dominata dalla cultura scientifica.
I progressi tecnico scientifico sono il frutto di continue speculazioni scientifiche fatte nei secoli dagli scienziati.
Una scoperta scientifica deve essere riproducibile , verificabile e confrontabile dalla comunità scientifica.
Ecco allora la differenza tra le speculazioni filosofiche ,che comunque hanno avuto il loro ruolo nel progresso del pensiero umano e le speculazioni scientifiche.
La filosofia parte a priori dalla verifica e dal confronto e nella stragrande maggioranza dei casi cerca di avere le soluzioni ai problemi,prerogativa questa che la scienza non ha.
Quindi rispetto all'astrologia o all'alchimia o alla stregoneria che io faccia l'astrofisico il chimico o il medico quello che accomuna queste professioni e le differenzia dalle suddette superstizioni è il concetto di osservabilità di principio, cioè di osservare misurare calcolare e descrivere l'esistenza di un dato oggetto o di un fenomeno e di descriverli e di predirne con esattezza la riproducibilità del fenomeno fisico e poterne condividere con altri della comunità scientifica tale scoperta o esperimento.
Se io faccio cadere una mela è lo stesso esperimento di Newton riprodotto ormai da secoli e so il motivo per cui cade.

Facendo riferimento alle arti marziali e agli sport da combattimento possiamo avere questa riproducibilità galileana? possiamo verificare il confronto? quale efficacia?quale è il teorema principale delle arti marziali e degli sport da combattimento?

Per Teorema principale delle arti marziali e degli sport da combattimento dobbiamo intendere la capacità di rispondere da parte di ogni stile di combattimento in maniera efficace e risolutiva all'aggressione a mani nude da parte di un avversario di taglia e/o forza uguale o superiore.


Le moltissime arti marziali e gli sport da combattimento da esse derivate hanno cercato di dare una risposta o una interpretazione a tale quesito.
Se noi le consideriamo singolarmente sono tutte valide ed efficaci a patto che rispettiamo i canoni o regolamenti prestabiliti da ognuna oppure alcune si nascondo dietro ad un esoterismo che di scientifico ha ben poco ma che promettono poteri "magici".




A tal proposito se vogliamo essere rigorosamente scientifici dobbiamo introdurre il concetto di falsificazionismo del filosofo Karl Popper.
"La scienza è fatta di proposizioni potenzialmente false"
Cioè una teoria ha delle basi scientifiche solide quanto meno teme la confutazione, ma anzi accetta il confronto e l'eventuale falsificazione.




La virtù marcisce senza il confronto!!!

Qual è l'arte marziale o sport stile di combattimento che risponde meglio al suddetto teorema e che non teme la confutazione?

Questa domanda è stata sempre un tabù per maestri e artisti marziali con una visione limitata oppure rispondevano unilateralmente portando l'acqua al proprio mulino sia per ragioni di proselitismo o per ragioni nazionalistiche e politiche senza avere nessun parametro di confronto con le altre arti marziali.




Il banco di prova per il testaggio e il confronto delle varie arti marziali sono state le competizioni interstile o di valetudo prima in sud america e poi come UFC nell'inizio degli anni 90 del XX secolo negli Stati Uniti.
In particolare l'UFC è stato lo spartiacque tra il prima e il dopo e a allora niente sarebbe stato più come prima !
Prima nessuno aveva mai sentito parlare o almeno erano in pochi quelli che conoscevano il Jiu jitsu brasiliano o Gracie Jiu Jitsu o solo Jiu Jitsu


Ma perché uno stile di lotta come il jiu jitsu brasiliano, considerato dai tradizionalisti nippofili come una americanata di basso stile e " amorale" secondo lo stereotipo di marzialità con una traslitterazione anche errata rispetto la tradizione, ha modificato a tal punto il concetto di arte marziale in generale e dare l'avvio all'evoluzione delle moderne MMA ( Mixed Martial Art) e perchè sembrava e sembra essere una risposta al teorema ?





segue ....

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